domenica 19 febbraio 2012

Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore 2009, Pievalta.


Produttore dedito ad agricoltura biodinamica, facente parte del grande gruppo Barone Pizzini.

Questo sarebbe il prodotto base, esistono anche altre quattro versioni, di cui un passito memorabile ed un più recente spumante.
Il vino, che conosco ormai da qualche anno in quanto l’azienda è sempre presente a Vini di Vignaioli a Fornovo, è ancora giallo paglierino con riflessi verdolini molto tenue.
Pare leggero, ma la materia c’è, e si attacca al bicchiere.
Sembra subito un poco chiuso, una leggera riduzione, poi esce una nota di feccia che però svanisce rapidamente.
La predominanza è minerale, un soffio di benzina leggero, fiori secchi, camomilla, altre cose che non riesco ad identificare, tutto molto soffuso.
In bocca si esprime al meglio.
Freschissimo ma morbido.
Spessore palpabile.
Equilibrio precario da funambolo, tra lame acido-sapide e glicerina vellutata.
Decisamente lungo.
Col passare del tempo si assesta su note minerali, anche in bocca prevale la sapidità.
Buona la scelta di abbinarlo a filetti di sgombro gratinati alle erbe provenzali.

3 commenti:

  1. ma ti è piaciuto alla fine??
    ps: devi aggiornare il link tra quelli "da seguire". Il mio ora è uomovivo.it

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  2. Mi è piaciuto si !
    Forse il naso non era al massimo, ma il sorso era difficile ed affascinante.
    Non lo consiglio da aperitivo :)
    Un gran vino da pasto, anche per piatti robusti.
    Grazie Fabio della visita, il sapere che mi dedichi un pò di tempo, mi solleva il morale che non può essere più basso di ora.
    Ciao.

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  3. non fare il melodrammatico però!

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