Visualizzazione post con etichetta Francia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francia. Mostra tutti i post
lunedì 18 febbraio 2013
lunedì 24 settembre 2012
domenica 29 aprile 2012
Chateau De Pez 1998, Saint-Estèphe
Sono sempre stato affascinato dai vini di Bordeaux e lo sono ancora.
Non ho grande esperienza di vini importanti, ma sfido chiunque ad aprire una bottiglia del genere, magari coperta, e non restare a bocca aperta.
Lasciamo stare per una volta la polemica dei soliti vitigni, le “elaborazioni” di cantina e via discorrendo, e concentriamoci sul vino in quanto tale.
E’ possibile trovare, lasciando perdere gli Chateau dai costi proibitivi, produttori “minori” che, nelle annate buone, danno grandi soddisfazioni a costi umani.
Questo Chateau De Pez viene dalla zona nord del Medoc, denominata Saint-Estèphe.
L’assemblaggio è quanto mai variegato, comprendendo praticamente tutte le varietà tradizionali della zona, cioè Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot, ad eccezione del Malbec, presente in vigna, ma non utilizzato.
L’uso delle barriques è rilevante, dai 12 ai 18 mesi, con il 40% di legno nuovo.
Non ho grande esperienza di vini importanti, ma sfido chiunque ad aprire una bottiglia del genere, magari coperta, e non restare a bocca aperta.
Lasciamo stare per una volta la polemica dei soliti vitigni, le “elaborazioni” di cantina e via discorrendo, e concentriamoci sul vino in quanto tale.
E’ possibile trovare, lasciando perdere gli Chateau dai costi proibitivi, produttori “minori” che, nelle annate buone, danno grandi soddisfazioni a costi umani.
Questo Chateau De Pez viene dalla zona nord del Medoc, denominata Saint-Estèphe.
L’assemblaggio è quanto mai variegato, comprendendo praticamente tutte le varietà tradizionali della zona, cioè Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot, ad eccezione del Malbec, presente in vigna, ma non utilizzato.
L’uso delle barriques è rilevante, dai 12 ai 18 mesi, con il 40% di legno nuovo.
domenica 1 aprile 2012
Maison Bruno Paillard: solo l'eccellenza, alla ricerca della perfezione ... e dell' immortalità.
Domenica 25 Marzo, a Vinitaly, ho avuto il piacere di conoscere di persona monsieur Bruno Paillard, patron dell’omonima maison di Champagne, insieme ad un manipolo di baldi giovini, grazie all’ iniziativa di Intravino.
mercoledì 28 marzo 2012
Vino Vivo: Languedoc AOC Velvet 2006, Zelige Caravent
domenica 26 febbraio 2012
Pommard 1er Cru Chaponnières 2002, Raymond Launay
La Borgogna è terra di contrasti.
Praticamente solo due vitigni agli antipodi: il più fine e sensibile vitigno rosso e il più grasso e potente vitigno bianco.
Coltivazioni intensive meccanizzate si contrappongono a lavorazioni arcaiche di piccoli appezzamenti.
Vigneti famosissimi, sono fianco a fianco con vigneti sconosciuti, separati soltanto da muretti di pietre.
Piccole quantità dei vini più costosi al mondo e grandi quantità di vini mediocri da grande distribuzione.
Alcuni famosi produttori passati da anni a coltivazione biodinamica, ma senza dichiararlo, e piccoli viticoltori
che hanno fatto del biodinamico la loro bandiera per farsi conoscere.
Vini strepitosi ed indimenticabili e le più grosse delusioni degustative.
Tutto questo lo può riscontrare chiunque, facendo un breve viaggio in Borgogna, che peraltro consiglio vivamente, e chiunque, come è capitato a me, potrà avere grandi delusioni ma, quando capita la bottiglia giusta, si capisce perché questa regione è tanto famosa.
Da quelle parti, per fortuna, le annate si differenziano molto l’una dell’altra e loro ne sono fieri.
Praticamente solo due vitigni agli antipodi: il più fine e sensibile vitigno rosso e il più grasso e potente vitigno bianco.
Coltivazioni intensive meccanizzate si contrappongono a lavorazioni arcaiche di piccoli appezzamenti.
Vigneti famosissimi, sono fianco a fianco con vigneti sconosciuti, separati soltanto da muretti di pietre.
Piccole quantità dei vini più costosi al mondo e grandi quantità di vini mediocri da grande distribuzione.
Alcuni famosi produttori passati da anni a coltivazione biodinamica, ma senza dichiararlo, e piccoli viticoltori
che hanno fatto del biodinamico la loro bandiera per farsi conoscere.
Vini strepitosi ed indimenticabili e le più grosse delusioni degustative.
Tutto questo lo può riscontrare chiunque, facendo un breve viaggio in Borgogna, che peraltro consiglio vivamente, e chiunque, come è capitato a me, potrà avere grandi delusioni ma, quando capita la bottiglia giusta, si capisce perché questa regione è tanto famosa.
Da quelle parti, per fortuna, le annate si differenziano molto l’una dell’altra e loro ne sono fieri.
Etichette:
Borgogna,
Francia,
Pinot nero,
Pommard AOC
domenica 5 febbraio 2012
Bourgueil AOC, Les Quartiers 2008, Yannick Amirault
A volte decidi quasi per caso di aprire una bottiglia che avevi comprato per un'occasione speciale che non si presenta mai, oppure l'avevi conservata per condividerla con amici che sono convinti che "i francesi nella solforosa ci fanno il bagno" ( cit.).
Iscriviti a:
Post (Atom)